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lunedì 18 agosto 2008

Alessia, il copyright e mio cugino... ovvero io sono Pirate Bay

Alcune riflessioni a ruota libera durante l'acquisizione di alcuni supporti...

... Alessia è una mia cara amica e di solito è piuttosto ben aggiornata sulle novità discografiche. Dato che ora si è trasferita e non le è arrivato ancora il telefono è senza iTunes Store.

Così mi chiede, "Conosci mica qualcuno che abbia l'ultimo album di XXXXX che vorrei sentirlo?".

Io le posso rispondere, per esempio: "Mio cugino".

A questo punto si possono delineare alcuni ipotetici scenari:

1- Mio cugino le fa sentire il disco, è nel suo pieno diritto di farlo visto che l'ha pagato, e lei decide di comperarselo

2- Mio cugino le fa sentire il disco, è nel suo pieno diritto di farlo visto che l'ha pagato, e siccome lei è molto carina, per fare il galantuomo gliene fa una copia

3- Mio cugino le regala il suo disco, tanto a lui faceva schifo.


Ora, nel caso uno tutto ok. Anzi io e mio cugino abbiamo procacciato pure un nuovo cliente per la casa discografica. Nel secondo caso mio cugino commette un illecito (e qui si potrebbe discutere per giorni sia sul fatto che sia a fini di lucro sia sul fatto che mio cugino ha pagato la tassa sul "fair use", sul masterizzatore, sul programma di masterizzazione e sul supporto e nonostante abbia pagato a priori e sia stato bollato come "pirata" non abbia ancora il diritto di cercare di far un piacere ad una ragazza carina).
Nel terzo caso saremmo in dubbio visto che in teoria quasi tutte le licenze non permetterebbero la cessione. Ma soprassediamo.

La domanda ora è: "Io che ho fatto?". Ho solo detto ad Alessia di rivolgersi a mio cugino. E' lui che poi deciderà se essere un bravo cittadino oppure no. Anzi, nel primo caso avrei anche potuto far guadagnare una casa discografica.

Ora, sono assolutamente conscio che Pirate Bay non sia stato messo in piedi con così innocenti motivi, ma la situazione è la stessa. Sono dei "metting point" tra chi cerca e chi ha, come un giornale di annunci. Sono poi le parti che, in caso, commettono gli illeciti.

Inoltre si vuol ricordare che Pirate Bay indicizza anche programmi, musica e informazioni che sono protetti da licenze libere che ne permettono la diffusione. Sequestrare Pirate Bay ha sicuramente un forte impatto dal punto di vista emotivo/psicologico verso la diffusa mania di condividere materiale protetto da copyright, ma, dal punto di vista pratico e legale ha poco senso. Da quello tecnico non ne parliamo neppure.

Su molti diversi blog in questi giorni si è parlato del problema legale relativo a questa causa. In particolare vi sono aperti una serie di punti:

1- Se sia possibile effettuare una inibizione di un sito in base al fatto che vi siano dei riferimenti a materiale che si protetto da copyright. La cosa non è preoccupante tanto per questo caso, ma piuttosto pone degli enormi interrogativi relativi alle libertà individuali. Un domani qualcuno potrebbe voler applicare il precedente a blog scomodi, a siti di controinformazione o chissà a cosa altro.

2- Se sia facoltà del PM permettere che il traffico sia rediretto verso un sito esterno che non sia di una forza di polizia. Sono certo che FPM non voglia fare alcun tipo di tracciamento, anzi ritengo che l'intera azione sia dettata dalla voglia di dare un segnale forte, piuttosto che di cercare di scardinare veramente Pirate Bay. Ma mi vien male a pensare ad un caso in cui un azienda denunci una concorrente, che ne so, di violazione di un brevetto, e che il PM non solo decida di oscurare il sito che pubblicizza il prodotto incriminato, ma anche di redirigere il traffico verso il sito della denunciante che potrebbe quindi trovarsi con un perfetto strumento di marketing per sapere chi sia interessato ai prodotti della concorrenza.

3- Se fornire un'indicazione sia davvero un reato. Ci potremmo trovare non solo nel caso descritto di Alessia con mio cugino, ma anche, esagerando, in quello in cui la ditta produttrice del TOM TOM possa essere denunciata per aver inserito tra i POI le banche di una certa città dato che sono state rapinate da dei rapinatori che usavano una Yaris con il TOM TOM integrato.

Torno alle mie acquisizioni...

4 commenti:

Max77 ha detto...

Ciao Pila.

Trovo il tuo post uno dei più interessanti tra tutti quelli che circolano al momento sull'argomento baia del pirata (perdona l'italianismo) e mi piacerebbe approfondire alcune considerazioni.

Premesso che mi trovo perfettamente in linea con quanto scrivi, mi domando:

1. nel terzo caso che proponi (mio cugino le regala il disco perchè tanto le faceva schifo), perchè questa azione potrebbe risultare illegale (cito "in teoria quasi tutte le licenze non permetterebbero la cessione") e in cosa differisce da quando compro un prodotto di qualunque natura e lo regalo ad un conoscente ?

2. Un esempio che mi sottopone un amico/collega: supponiamo che una mia conoscente fornisce un servizio "chiaramente fuorilegge" (ad esempio si prostituisce); un amico mi chiede informazioni e io gli fornisco il recapito di questa conoscente. Questa azione non costituisce un incitamento alla prostituzione ? Mettendo da parte (almeno per il momento) tutti i problemi legati ad eventuali trattamenti differenti di quel reato nei paesi dei soggetti, questo caso in cosa differisce dal caso piratebay?
Con molta umiltà (non sono un esperto di legge), ho provato a darmi una risposta: di fatto il programma per la condivisione di torrent richiama (o dovrebbe richiamare) nella licenza ad un utilizzo "responsabile" del prodotto (ovvero nel rispetto della legislazione del paese di orgine), quindi ancora una volta è chi decide di condividere che dovrebbe prestare attenzione a non violare le normative vigenti sulla privacy, in accordo con il tuo post.

un p.s. necessario: non vorrei lasciare intendere che mi è piaciuto come la procura di Bergamo ha gestito il caso piratebay.

Un saluto, non seguite l'esempio di Pila e godetevi le ferie.

Max.

Andrea "Pila" Ghirardini ha detto...

Parlo per lo più per il software. Molte licenze ti dicono che con la famosa, quanto demente, apertura del sigillo tu acquisisci il diritto di usare il programma (infatti tu paghi il diritto non il programma che non è mai tuo) e non puoi cedere questo diritto a terzi.

Poi tutti se ne fregano, direi giustamente, e nessuna causa ha mai retto in tribunale. Però così è scritto.

Andrea "Pila" Ghirardini ha detto...

Per il secondo punto c'è da dire che il tuo esempio è calzante perché esiste una legge che punisce l'incitamento alla prostituzione.

Ma non esiste nulla come l'incitamento al file sharing. Come dici giustamente tu è chi condivide che deve prendersi le responsabilità così come chi scarica.

Altrimenti scusa, anche Google sarebbe punibile dello stesso reato. Scrivi "warez, serialz" su Google e vedi se non ti restituisce tonnellate di link. E anche Google prende soldi dalla pubblicità per questo.

Siamo nella stessa situazione.

intruder ha detto...

Ciao mi chiamo giuseppe. Io mi chiedevo invece se sia plausibile parlare di sequestro preventivo (in luogo di inibizione) di una cosa di cui non disponi fisicamente (per esempio gli hard disk contenenti i torrent) né custodisci l'oggetto del sequestro in qualche ufficio a ciò predisposto. Sembra un po' che si parli di inibizione travestita da sequestro. Possibile?
Grazie per le delucidazioni, a presto!

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